Pintura Orgánica de Fernando Ureña Rib

Patrick Ureña Spahn

Vertreter fÜr Deutschland

 

FERNANDO UREÑA RIB

AUSTELLUNGEN

BEWEGUNGEN

DEUTSCH

DOMINIKANISCHE KUNST

GEHeIMNISsE

KUNSTWERKE

EROTISCH

MALEREI

neue malerei

MONA OPRIS

PATRICK URENA

 

 

english

 

SCOTT DUPERRON

marianne tolentino

AQUEOUS

GAZZETTE REVIEW

DANIELLE DEGARIE

DELIRIUMS OF LÚDICA

STEPHEN D.KAPLAN

ERICK ALLEN

FERTILITY DANCES

A LINE YOU CAN TRACE

BIOGRAPHY

ABSTRACT

 

 
 
 
 

ALTO ADIGE

 

IL MONDO INTIMO E SOGÑATTO DE

ALEXANDRA VON HELLBERG

FERNANDO UREÑA RIB

 

 

                   

 

ALEXANDRA VON HELLBERG

 

EX LIBRIS

Mettendo insieme gli articoli di consumo piú dozzinali, pacchiani, luccicanti,

striduli e variopinti della nostra società ormai consacrata all’usa

e getta, Alexandra von Hellberg riesce a realizzare collages e «Wunderkammern

» d’indubbio spessore creativo. È infatti un’artista che suole

cercare e analizzare oggetti di nessun valore estetico, ma prodotti e

venduti su vasta scala, dai ricordini piú insulsi agli oggetti di devozione

religiosa come i santini o gli angioletti da camposanto, dai feticci pubblicitari

come gli ovetti a sorpresa al trionfo del kitsch dei nanetti da

giardino. Le sue opere, comunque, piú che incentrarsi sulle stereotipie

o i luoghi comuni, vogliono far emergere quell’anelito di «vita propria»

alquanto misteriosa che sembra sgorgare da tali oggetti quando sono

posti casualmente uno accanto all’altro, e quando la sentimentalità che

traspare dal prodotto in sé si trasforma in qualcosa di minaccioso, svelando

la loro reale natura di proiezioni inermi e squallide di un desiderio

inappagato di felicità. Per Alexandra von Hellberg, l’unica via d’uscita da

questa tragica ineluttabilità del lieto fine, è di trovare una buona porzione

di autoironia. Ecco quindi che l’artista, affianca alla moltitudine di oggetti

delle autorappresentazioni invero assai stridenti, realizzate a mo’ di

cartoline illustrate in vago stile erotico retrò. In questo passaggio efficace

dalla ribalta della vita al livello piú ristretto delle mura dello studio, il suo

rapporto coi feticci della società dei consumi non vuole essere un atto

d’accusa o una critica, né un repertorio scontato del cattivo gusto (che

per l’artista sarebbe comunque un concetto molto dubbio e del tutto

relativo), e nemmeno il tentativo di svelare la menzogna (visto che dietro

all’illusione si cela proprio la verità del sogno). Semmai, Alexandra von

Hellberg è animata dal desiderio di fornire da un lato un ritratto caricaturale,

e dall’altro una risposta a quel sentimentalismo (tutt’altro che

ingannevole) che si rispecchia nella nostra voglia di identificarci con le

principesse della società aristocratica, o con le signore miliardarie dell’alta

società di un Hollywood Boulevard. Nel suo intento dichiarato di

servirsi di tutti i registri stilistici della pacchianeria pittorica e letteraria,

l’artista si cimenta anche in una serie di exlibris erotici con signore al

bagno, baci d’amanti, cervi che bramiscono ed elefanti volanti, che con

queste fattezze si sono insinuati perfino nelle opere di mostri sacri della

letteratura come Goethe o Foucault. (mpd)

 

 

Billig, kitschig, glitzernd, bunt und schrill sind die Konsumartikel

unserer Wegwerfgesellschaft, aus denen Alexandra von Hellberg

ihre künstlerischen Collagen und Wunderkammern zusammensetzt.

Die Künstlerin sammelt und untersucht ästhetisch minderwertige

Erzeugnisse, die dennoch in großen Stückzahlen produziert und

gehandelt werden, vom Souvenirkitsch bis zu religiösen Devotionalien

wie Heiligenbildern und Friedhofsengeln, von Reklamefetischen

wie den Überraschungseiern bis zum Dekorkitsch der Gartenzwerge.

Im Mittelpunkt ihrer Arbeit steht weniger das Stereotype

oder Klischeehafte, sondern das mysteriöse »Eigenleben«, das die

einzelnen Produkte im zufälligen alltäglichen Nebeneinander entwickeln:

Die Sentimentalität des einzelnen Objektes kippt dann

nicht selten ins Bedrohliche und entpuppt sich plötzlich als hilflose

und triste Projektion einer unerfüllten Sehnsucht nach Glück.

Der Ausweg aus der ohnmächtigen Endlosschleife des Happy Ends

ist für Alexandra von Hellberg vor allem über eine beträchtliche

Portion an Selbstironie zu finden, wie sie uns in den grellen Selbstinszenierungen

vorführt, die gelegentlich auch ihren üppigen Apparat

an Objekten um Postkarten in einem erotischen Retrostil

erweitern. Im Wechsel von der Makroebene der Lebensbühne auf

die Mikroebene des Künstlerinnenateliers geht es in ihrem Umgang

mit den Fetischen der Konsumgesellschaft nicht um Anklage oder

Kritik, auch nicht um ein Archiv des schlechten Geschmacks (dieser

ist für die Künstlerin sowieso eine äußerst fragwürdige, weil relative

Angelegenheit) oder die Enttarnung der Lüge (denn hinter der Illusion

verbirgt sich gerade die Wahrheit des Träumers). Das Lebenskunstwerk

der Alexandra von Hellberg gestaltet sich vielmehr als

Überzeichnung und Antwort auf eine (durchaus echte) Gefühlsseligkeit,

die unsere Identifikation mit den Prinzessinnen der aristokratischen

Gesellschaft oder den Damen der millionenschweren

High Society am Hollywood Boulevard provoziert. Sämtliche Register

des Kitschrepertoires von Literatur und Malerei zieht die Künstlerin

auch als Gestalterin von erotischen Exlibris mit badenden

Damen, küssenden Liebenden, röhrenden Hirschen und fliegenden

Elefanten, die sich auf diese Weise in die Schriften der Hochkultur

von Goethe bis Foucault einschleichen. (mpd)

ALEXANDRA VON HELLBERG

BIOGRAFIE

_ 1968 in Bozen, lebt in Eppan

1988 – 1992 Kunstakademie Venedig

1996 Bob Blackburn’s Printmaking Workshop, New York

1996, 2001 Ausbildung im Center for Book Arts, New York

2001 Seminarleitung an der Kunstakademie Venedig

Arbeitsstipendium des Landes Südtirol für New York

AUSSTELLUNGEN (AUSWAHL)

2003 mixed pickles, Galerie Kim Schneider, München

Dokumentation, Fotogalerie Wien

2002 death and angels in New York, Fotoforum Bozen

des kon i a, Galerie Prisma, Bozen (mit Daniela Chinellato)

Erotisches Exlibris, Triennale Bratislava und Havirov

Blobs, wiggles and dots, wegs and crustillations, The Work Space, New York

Der verbotene Blick, Prunksaal der ÖNB,Wien

BIOGRAFIA

_ 1968 a Bolzano, vive ad Appiano

1988 – 1992 Accademia delle Belle arti di Venezia

1996 Bob Blackburns printmaking workshop, New York

1996, 2001 Corso di formazione al Centro di arte libraria di New York

2001 Docente ad un seminario dell’Accademia delle belle arti di Venezia

Borsa di lavoro per New York offerta dalla Provincia Autonoma di Bolzano

MOSTRE (PRINCIPALI)

2003 mixed pickles, Galerie Kim Schneider, Monaco

Dokumentation, Fotogalerie Vienna

2002 death and angels in New York, Galleria Fotoforum Bolzano

des kon i a, Galleria Prisma, Bolzano (con Daniela Chinellato)

Erotisches Exlibris, Triennale di Bratislava e Havirov

Blobs, wiggles and dots, wegs and crustillations, The work space, New York

Der verbotene Blick, Biblioteca nazionale austriaca,Vienna 58

sandra.vh@gmx.net

 

 

 

Home Contact us Search for Artists profiles Latin Artists Directory
P© Latin Art Museum 2006
free hit counter